KAFKA, in un suo celebre racconto, scrive: ..."nel destarsi
un mattino da sogni inquieti, Gregorio SANSA si trovò trasformato, nel
suo letto, in un enorme insetto"...
Ha inizio così la metamorfosi di un uomo, descritta con
apparente realismo dallo scrittore ceco.
Il mondo di
KAFKA è raffigurato come una realtà concreta, ma
l'atmosfera è illusoria, allucinata, con evidenti riferimenti a
un'altra realtà, simbolica, inafferrabile.
Anche se in toni decisamente meno stridenti e drammatici,
anche se gli accostamenti all'espressionismo e al surrealismo non sono cosi
evidenti, nella serie di immagini "
Irreale ma non troppo" si possono rilevare, visivamente, alcune incognite
esistenziali dell'uomo moderno
descritte, letterariamente, nei racconti Kafkiani.
Rino DI MAIO, Perugino, un temperamento allegro,
disinvolto, leale, sembra essere lontano, per natura,
dall'affrontare tematiche di tipo essenziale.
La sua fotografia è infatti spesso allegra, brillante, comunque gradevole.
Però, in "Irreale ma non troppo" l'Autore si sofferma,
con metodo e stile inconfondibile, su brevi messaggi fantasiosamente allucinati,
mettendo in scena l'invisibile, l'irrazionale, la prigionia mentale dell'uomo
d'oggi.
Segue, all'osservazione, la natura ottimista DI MAIO, così in
altre foto da libero sfogo alle sue fantasie, presentandoci un mondo fantastico
fatto di sensazioni vagamente oniriche, tese forse a bilanciare le espressioni
amare descritte nella prima parte.
Per ordinare le sue intuizioni, per materializzare le sue illusioni, DI MAIO
ricorre ad un impasto di immagini diverse che, saldate, danno origine ad un
fatto visivo nuovo; non è più la realtà ripresa, ma la
realtà immaginata.
Al di là del valore emotivo che le sue foto
possono suscitare, i lavori di DI MAIO non sono frutto di ritagli o collage,
ma sono il risultato di abili e pazienti interventi operati al computer.
Roberto ZUCCALÀ